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| Fortezza da Basso Firenze |
Firenze Fiera SpA è la società per azioni che gestisce le tre principali strutture espositive e congressuali fiorentine:
Fortezza da Basso, progettata da Giuliano da Sangallo il Giovane nella prima metà del '500 su incarico di Alessandro de' Medici;
Palazzo dei Congressi, ospitato all'interno di una villa ottocentesca che fu costruita dalla famiglia Strozzi, oggi è perfettamente restaurata e conserva mobili e arredamenti dell'epoca;
Palazzo degli Affari, una struttura moderna, polivalente e flessibile, realizzata nel 1974 dall'Arch. Spadolini.
Le tre strutture si contraddistinguono come spazi espositivi e congressuali particolarmente originali e di elevato livello di immagine.
Maggiori informazioni su Firenze Fiera Spa
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 La Fortezza da Basso
A pochi passi dalla Stazione Centrale di Santa Maria Novella, la Fortezza da Basso, uno dei più importanti monumenti medicei della città (fu infatti progettata da Antonio da Sangallo il Giovane nella prima metà del '500 su incarico di Alessandro de' Medici) si offre come luogo ideale per convegni e fiere su una vastissima area di quasi 100.000 mq di cui 55.000 coperti e con una tipologia complessa di ambienti. |
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| La Fortezza da Basso si raggiunge
comodamente dalla stazione ferroviaria di Firenze SMN, in quanto
dista solamente alcune centinaia di metri.
Soggiornando all'Hotel
Alinari avrete la comodità di potervi organizzare con
più calma la giornata, trovandovi a pochi minuti a piedi
dalla Fortezza da Basso. |
Eventi alla Fortezza
da Basso |
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06/03/2010 |
14/03/2010 |
Fiera |
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16/04/2010 |
17/04/2010 |
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La Fortezza
da Basso nella storia |
Una fortezza militare come sede espositiva: il caso
della Fortezza da Basso di Firenze
Non se lo sarebbe mai potuto immaginare Alessandro de’ Medici,
il giovane duca di Firenze (ufficialmente figlio di Lorenzo II,
duca di Urbino ma per la verità figlio naturale di papa Clemente
VII), che quel fortilizio che aveva fatto costruire nel 1534-‘35
nel cuore vivo della Firenze rinascimentale dall’architetto
di corte Antonio da Sangallo il ‘giovane’, a difesa
e protezione della sua persona e del suo potere, contro i tumulti
repentini di una cittadinanza sottomessa eppur ribelle, si sarebbe
trasformato, a distanza di oltre quattro secoli, in un monumento
storico aperto alla visibilità e fruizione di tutti, trasformandosi
da rifugio personale a luogo deputato ad accogliere, nelle sue nuove
funzioni di ente fieristico-congressuale, il mondo intero. |
E’ il 15 di luglio del 1534: dopo aver consultato insigni
astrologi per stabilire, secondo l’usanza del tempo, il giorno
e l’ora più propizia, viene gettata, alla presenza
del duca e sotto la protezione del papa, la prima pietra della fortezza,
innalzata nel centro della città, tra Porta San Gallo e Porta
al Prato.
La forma pensata dal Sangallo è quella di un pentagono irregolare
con cinque bastioni ed un bastione piano sul lato lungo, che guarda
la città: |
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| svetta sopra tutto il mastio che incorpora la Porta
Faenza, una delle maggiori porte della cinta muraria urbana. Per
la costruzione alessandrina vennero buttati giù edifici preesistenti,
compreso un convento di monache (il Monastero della Santa Umiltà)
e venne fatto deviare il letto del torrente Mugnone (è visibile,
sotto Porta Faenza, la prima arcata del ponte medioevale di Calandrino,
di boccaccesca memoria, da dove passava il torrente). |
| Antonio da Sangallo ‘il giovane’, architetto di Lorenzo
il Magnifico, conosciuto allora come valido progettista e abile
accaparratore di grandi lavori a Firenze e Roma, era nipote di Giuliano
da Sangallo e di Antonio il Vecchio. Sembra tuttavia che le preferenze
del duca per il suo fortilizio-palazzo fossero cadute inizialmente
su Michelangelo, che pur aveva parteggiato per la repubblica, il
quale non esitò a rifiutare l’incarico non volendo
assoggettarsi a colui che con la forza aveva messo in servitù
la sua città. |
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| Tra gli ambienti più spettacolari
va visitata la Sala Ottagonale o Sala d’Armi, capolavoro
di architettura militare rinascimentale, con copertura a otto
vele risolte con la tecnica della ‘spina pesce’ che
già Brunelleschi aveva adottato per la Cupola autoportante
di Santa Maria del Fiore. L’utilizzo tutt’intorno
al fortilizio, come paramento murario, di un alternarsi di bozze
a punta di diamante e a calotta sferica, evocava simbolicamente
lo stemma Medici ed i proiettili dell’artiglieria.
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| Dopo la tragica morte del duca Alessandro nel 1537, per mano del
cugino, Lorenzino, protetto da Filippo Strozzi, che attirò
il duca in un agguato amoroso, facendolo sgozzare da un sicario,
nel 1543 la Fortezza fu riscattata da Cosimo I che dovette pagare
una ingente somma di denaro all’imperatore Carlo V. Nel secolo
successivo l’edificio venne utilizzato soprattutto come arsenale
e fonderia capace di predisporre armi per un esercito di ben 30.000
persone e come deposito dei granduchi per i fastosi apparati delle
loro feste e cerimonie. Sotto Piero Leopoldo fu adibita a casa di
correzione e vi lavorarono uomini e donne; divenne successivamente
possesso dei militari fino all’uso attuale, come sede dal
1966 della Mostra Mercato Internazionale dell’Artigianato,
e quindi come quartiere fieristico-congressuale. |
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