Il
Mercatino di San Lorenzo è una zona del centro
storico di Firenze, che copre tutta l'area che va
da via Nazionale a via San Lorenzo.
Tutti conoscono la
Chiesa. Ma è interessante anche il mercato.
Il quartiere di San Lorenzo è in realtà
due quartieri sovrapposti: quello ecclesiastico, incentrato
attorno alla cattedrale originale di Firenze (si trovava
fuori le mura e, secondo tradizione, fu costruita grazie
alla donazione di una pia donna ebrea), ed il quartiere
mercantile con il mercatino ed il Mercato Centrale,
il principale mercato ortofrutticolo cittadino.
Il primo, con
le sagrestie di Michelangelo e Brunelleschi, le
Cappelle Medicee, i quadri del Pontormo e la Biblioteca
Laurenziana, è da sempre uno dei centri
intellettuali della città. Tutt'altro il
secondo; è probabilmente sorto negli anni
attorno al 1870, in seguito alla costruzione del
mercato ortofrutticolo, quando venditori ambulanti
portarono i loro banchi nelle strade attigue per
vendere i loro prodotti alle massaie che venivano
a fare la spesa. Vale a dire, una versione permanente
dei mercati settimanali che si trovano in ogni
città e rione italiano.
All'inizio si comprava bene nel mercatino, specialmente
articoli in pelle e vestiario, ma con l'apertura
dei grandi magazzini negli anni 70 i fiorentini
hanno cambiato le loro abitudini commerciali e
di conseguenza il mercatino ha cambiato target,
mirando ai turisti.
È cambiata
anche l'atmosfera; gli affari che attiravano i fiorentini
sono in gran parte spariti, e sebbene sia ancora possibile
trovare oggetti di qualità molte cose sono scarse.
Ed il mercato attira anche ladruncoli e sbandati.
Perché visitarla, allora? Se vi piace girare
per mercatini, è sempre possibile trovare l'affare,
e se rimanete all'erta i borseggiatori non sono un problema
(di giorno; di notte la zona è poco raccomandabile),
da tenere presente però che i prezzi non sono
fissi e vanno contrattai. Per cui trovare il "buon
affare" dipenderà anche dalle vostre capacità.
Da visitare anche il mercato
centrale. Fu costruito fra il 1870 ed il 1874
da Giuseppe Mengoni, probabilmente sia per dare
uno spazio a quelli che sarebbero stati costretti
a lasciare la zona dell'attuale Piazza della Repubblica
(allora luogo del mercato ortofrutticolo della
città), sia per dare ai residenti cittadini
un punto centrale dove fare la spesa. All'apertura
dev'essere stato magnifico, con i motivi geometrici
che adornano le mura esterne, ed un vasto spazio
interno, una cattedrale dedicata al commercio.
Purtroppo non si può più ammirare
questo spazio interno, perché è
stato aggiunto un secondo livello, e adesso il
piano terreno è illuminato a chiazza di
leopardo, in gran parte a secondo della preferenza
dei proprietari dei singoli banchi. Un'esperienza
di luci e ombre, si potrebbe dire.
Quel che troverete, invece, è un'affascinante
varietà di vivande di tutti i tipi, e se
vi piace esplorare le gastronomie non c'è
di meglio in città. La miglior cosa è
di vagare; se entrate dal davanti (Via dell'Ariento),
girate a destra e raggiungerete Perini, una delle
gastronomie più fornite, con tutto dal
cinghiale in umido e la quiche, a pani e salumi
per chi vuol fare merenda (accettano anche carte
di credito).
Tornando all'ingresso,
entrando di un livello e girando a sinistra, si raggiunge
un altro banco meno curato visivamente ma con una selezione
impressionante di formaggi, e, davanti, un bel banco
di frutta e verdure con le migliori primizie, compreso
tartufi bianchi di San Miniato (in stagione). Al piano
terreno troverete anche macellari, e pesce fra il meglio
disponibile in Toscana. Dopo il piano terreno, troverete
straordinariamente arioso il secondo, dedicato agli
ortolani ed i civaioli, con molti banchi di bellissime
primizie.
Purtroppo, il malessere
che ha colpito il mercatino colpisce anche il
mercato; negli ultimi 20 anni i fiorentini si
sono spostati verso i supermercati che sono più
facilmente accessibili, e di conseguenza la clientela
è composta principalmente da turisti ed
immigrati residenti nelle case a buon mercato
della zona.
Il futuro dipende in gran parte dal Comune: se
non intervengono, il Mercato diventerà
sempre più marginale. Con un intervento
serio, invece, potrebbe diventare una realtà
assai interessante - già oggi attira i
professionisti che lavorano negli uffici della
zona, alcuni dei quali si comprano un panino veloce
o prendono qualcosa già pronto prima di
rincasare, ad esempio la quiche del Peroni.
Altri vanno a mangiare
da Nerbone, una trattoria in fondo al corridoio rispetto
al Peroni - un classico fiorentino dove si prende il
posto in fila, si prende il vassoio, e si attraversa
il corridoio per mangiare ai tavoli in marmo, o in piedi
ad un bancone rialzato. Val bene una visita, e se il
Comune appoggiasse altri interessati ad avviare attività
simili, potrebbe rilanciare tutta la zona.